Articoli anno 2019
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Il Garante parla della ^App economy^
Lettera del Garante al direttore del ^foglio^ del 12 gennaio 2019
Con una interessante lettera al direttore de 'il foglio', il garante pone l'accento su un aspetto che moltissimi utenti trascurano, per lo più a causa di inconsapevolezza.
L''App economy” è un settore dell'economia in grande espansione, il cui valore in termini di fatturato è destinato a crescite esponenziali.
Le 'app' sono - appunto - applicazioni, per lo più pensate per smartphones e tablets, scaricabili dai più svariati siti noti e meno noti.
Per lo più, tali applicazioni sono 'gratuite' nel senso che non richiedono corrispettivo in denaro. E, tuttavia, domandiamoci: chi mai potrebbe creare sistematicamente software senza ottenere un ritorno economico ?
Ovviamente nessuno. Cosa ci chiedono quindi in cambio ? La risposta è semplice: ci chiedono il petrolio del XXI secolo, ossia i nostri DATI.
Moltissime di queste applicazioni infatti consentono di ottenere informazioni su chi sia l'intestatario di un numero telefonico, venendo a creare una immensa banca dati alimentata dagli utenti stessi, che vi inseriscono, non sempre consapevoli, i contatti della propria rubrica. Il Garante cita il caso di Sync.Me e svolge alcune importanti riflessioni, specie in materia di consenso.
Anche ipotizzando che il consenso sia effettivamente (e spesso frettolosamente) acquisito, ci si deve chiedere se l'utente sia realmente informato su ciò che avviene dei dati forniti e di cosa ne verrà fatto.
Oltretutto, si pensi che si finisce con il fornire non solo dati propri ma anche di terzi (ad esempio: i propri contatti in rubrica).
L'utente NON dispone del diritti di cedere a terzi questi dati appartenenti a terzi, sicchè egli stesso finisce con il commettere un illecito, fornendoli.
ll Garante si sofferma poi sugli impatti geopolitici di tali trattamenti. Infatti, normalmente le aziende interessate a tali subdoli prelievi di dati sono poste al di fuori dell' Unione europea e in veri e propri paradisi dei dati, assai più sfuggenti e 'sommersi” di quelli fiscali.
Benchè il GDPR obblighi anche le aziende extra UE ad applicare le regole Europee, resta però innegabile la difficoltà per le autorità Europee di eseguire sanzioni nei confronti di soggetti che non hanno alcuna sede in Europa e, men che meno, eseguire le sanzioni penali o le ispezioni.
Occorrerebbe dunque lavorare in vista di una forma coordinata a livello mondiale del sistema di garanzie sul trattamento dei dati personali. Ipotesi, quest'ultima, ben lungi al venire.
La conclusione non può che essere: diffidare dalle applicazioni gratuite, ricordando un saggio detto dei nostri nonni: nemmeno i cani muovono la coda gratis !
Avvocato Enrico Candiani
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